Dott. Giovanni D’Anzieri – Abitare: armonia interiore
Questo spazio nasce per accogliere riflessioni sull’esperienza e sui diversi modi di abitare se stessi, le relazioni e la realtà.

Ogni essere umano è unico
Questa unicità nasce dall’incontro tra il patrimonio biologico e la storia di vita, che nel tempo modella il modo di percepire la realtà, di sentire il corpo, di pensare, di emozionarsi e di stare in relazione con gli altri.
Pur condividendo un’organizzazione generale del cervello, differiamo nel modo in cui le reti nervose sono connesse e funzionano. In questo senso, la neurodiversità non è un’eccezione ma la regola: ogni individuo è portatore di un proprio modo di funzionare e di attribuire significato all’esperienza. Nella maggior parte dei casi, tale diversità si integra in modo sufficientemente armonico con il contesto di vita.
Talvolta, però, il proprio modo di sentire o reagire può entrare in attrito con l’ambiente, con le relazioni o con le aspettative interiorizzate, generando disagio, sofferenza o difficoltà emotive e relazionali. Queste difficoltà possono collocarsi lungo un continuum, dal disagio persistente a disturbi psicologici di diversa gravità, secondo le loro caratteristiche, la loro intensità e durata e le limitazioni che comportano nella vita quotidiana.
Nella mia concezione, esse non rappresentano un difetto della persona, ma modalità di funzionamento che, pur avendo avuto una funzione nella storia individuale, non risultano più adeguate a un vivere sufficientemente armonico con se stessi e/o con la comunità di appartenenza.
La classificazione dei disagi raggruppa gli individui sulla base del “cosa”; la vera individualità, però, si esprime nel “perché”.
Il mio lavoro
Il mio lavoro si colloca in questo spazio.
L’intervento psicologico supportivo, psicoanalitico e psicoterapico non ha l’obiettivo di “normalizzare” la persona o di modificarne l’individualità, ma di comprenderne il senso, rivedere il significato di alcune esperienze vissute e favorire un rapporto più flessibile o meno doloroso con il proprio mondo interno e con la realtà esterna.
A chi mi rivolgo
Mi rivolgo a persone adolescenti, giovani e adulte che attraversano momenti di difficoltà emotiva, relazionale o identitaria, così come a persone che vivono da tempo una condizione di disadattamento o di smarrimento e sentono il bisogno di comprendere meglio ciò che sta accadendo dentro di sé.
Mi rivolgo anche ai genitori degli adolescenti che avvertono il bisogno di comprendere meglio ciò che sta accadendo ai propri figli e di trovare modalità più efficaci, meno dolorose o meno conflittuali di stare nella relazione.
Abitare
significa trovare un modo possibile di stare con se stessi, con gli altri e con il mondo. Questo spazio nasce per accompagnare tale ricerca, senza etichette rigide e senza promesse irrealistiche.
Attraverso Abitare condivido riflessioni sulla mente, sulle emozioni e sulle relazioni, esplorando anche i legami tra comportamento individuale, dinamiche intersoggettive e vita sociale.
L’intento è offrire occasioni di comprensione e di confronto.
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