Abitare significa trovare un modo possibile di stare con se stessi e con il mondo.
Questo spazio nasce per accompagnare tale ricerca, senza etichette rigide né promesse irrealistiche.

….posso andare ovunque…

La cura non impone una meta: restituisce la possibilità di raggiungerne molte

Come comprendere la mente può aiutarci a vivere meglio

Comprendere la mente non significa dominarla, né poter scegliere volontariamente ogni pensiero o emozione. Significa provare a capire come prendono forma ciò che sentiamo, pensiamo e facciamo.

Nel Paradigma dell’Oceano Autocosciente (POA) propongo che i processi da cui nasce la nostra esperienza psichica operino al di fuori della consapevolezza. Il Sé non è un regista separato da questi processi: prende forma nella storia di un organismo vivente, nel rapporto continuo tra patrimonio biologico, corpo, esperienze, relazioni e ambiente.

Sensazioni, emozioni, memorie, aspettative, paure e desideri partecipano a questo funzionamento. Solo una parte di ciò che accade diventa riconoscibile e può essere espressa in immagini e parole. Anche quando cerchiamo di spiegare perché abbiamo reagito in un certo modo, la nostra spiegazione è una ricostruzione: può aiutarci a orientarci, ma non ci dà accesso diretto a tutti i processi che hanno generato quella reazione.

Questa prospettiva può cambiare il modo in cui giudichiamo noi stessi. Quando proviamo ansia, rabbia, vergogna o tristezza, non stiamo semplicemente decidendo di sentirci così. Il nostro organismo risponde a ciò che accade nel presente anche sulla base della propria storia. Cercare di comprendere un’emozione che reca disagio può essere più utile che rimproverarsi di provarla.

Lo stesso vale per i comportamenti che si ripetono nonostante il desiderio di cambiarli. Non sempre sono il segno di una volontà debole: possono essere legati a modi di sentire e reagire consolidati nel tempo, talvolta nati come forme di protezione o adattamento. Questo non significa che siano ancora utili oggi. Significa che, per modificarli, occorre comprenderne la storia e le condizioni in cui si presentano.

Comprendere, però, non equivale a giustificare tutto. Possiamo riconoscere che le nostre azioni non nascono da una libertà assoluta e, nello stesso tempo, rispondere dei loro effetti, cercare di riparare i danni arrecati quando possibile e creare condizioni che favoriscano risposte diverse in futuro.

Anche nelle relazioni questa attenzione può essere preziosa. La storia dell’altra persona può aiutarci a considerare spiegazioni diverse da quelle più immediate, senza presumere di conoscere le sue motivazioni profonde. Possiamo cercare di comprendere e, quando serve, stabilire limiti chiari per proteggerci.

Nel POA il cambiamento non nasce da un ordine impartito alla mente. Può prendere forma attraverso nuove esperienze, relazioni sufficientemente sicure e un lavoro di comprensione che renda meno rigidi i modi abituali di sentire e reagire. Un percorso psicologico può offrire uno spazio in cui svolgere questo lavoro insieme.

Comprendere la mente, allora, può aiutarci ad abitarla meglio. Non siamo riducibili alle nostre difficoltà, né soltanto all’idea che abbiamo di noi stessi. La consapevolezza non è il comandante dell’oceano psichico: è una delle forme in cui alcune sue correnti diventano osservabili e narrabili. Le parole, le relazioni e le nuove esperienze entrano a loro volta nella nostra storia e possono contribuire a creare le condizioni del cambiamento.

Dott. Giovanni D’Anzieri – Abitare: armonia interiore

Ogni essere umano è unico

Questa unicità nasce dall’incontro tra il patrimonio biologico e la storia di vita, che nel tempo modella il modo di percepire la realtà, di sentire il corpo, di pensare, di emozionarsi e di stare in relazione con gli altri.

Pur condividendo un’organizzazione generale del cervello, differiamo nel modo in cui le reti nervose sono connesse e funzionano. In questo senso, la neurodiversità non è un’eccezione ma la regola: ogni individuo è portatore di un proprio modo di funzionare e di attribuire significato all’esperienza. Nella maggior parte dei casi, tale diversità si integra in modo sufficientemente armonico con il contesto di vita.

Talvolta, però, il proprio modo di sentire o reagire può entrare in attrito con l’ambiente, con le relazioni o con le aspettative interiorizzate, generando disagio, sofferenza o difficoltà emotive e relazionali. Queste difficoltà possono collocarsi lungo un continuum, dal disagio persistente a disturbi psicologici di diversa gravità, secondo le loro caratteristiche, la loro intensità e durata e le limitazioni che comportano nella vita quotidiana.

Nella mia concezione, esse non rappresentano un difetto della persona, ma modalità di funzionamento che, pur avendo avuto una funzione nella storia individuale, non risultano più adeguate a un vivere sufficientemente armonico con se stessi e/o con la comunità di appartenenza.

La classificazione dei disagi raggruppa gli individui sulla base del “cosa”; la vera individualità, però, si esprime nel “perché”.

Il mio lavoro

Il mio lavoro si colloca in questo spazio.
L’intervento psicologico supportivo, psicoanalitico e psicoterapico non ha l’obiettivo di “normalizzare” la persona o di modificarne l’individualità, ma di comprenderne il senso, rivedere il significato di alcune esperienze vissute e favorire un rapporto più flessibile o meno doloroso con il proprio mondo interno e con la realtà esterna.

A chi mi rivolgo

Mi rivolgo a persone adolescenti, giovani e adulte che attraversano momenti di difficoltà emotiva, relazionale o identitaria, così come a persone che vivono da tempo una condizione di disadattamento o di smarrimento e sentono il bisogno di comprendere meglio ciò che sta accadendo dentro di sé.

Mi rivolgo anche ai genitori degli adolescenti che avvertono il bisogno di comprendere meglio ciò che sta accadendo ai propri figli e di trovare modalità più efficaci, meno dolorose o meno conflittuali di stare nella relazione.

Abitare

significa trovare un modo possibile di stare con se stessi, con gli altri e con il mondo. Questo spazio nasce per accompagnare tale ricerca, senza etichette rigide e senza promesse irrealistiche.

Attraverso Abitare condivido riflessioni sulla mente, sulle emozioni e sulle relazioni, esplorando anche i legami tra comportamento individuale, dinamiche intersoggettive e vita sociale.

L’intento è offrire occasioni di comprensione e di confronto.

Visite al blog dal 12/10/2026: 21